Guida ai diversi tipi di plastica: come riconoscerli e riciclarli
La plastica non è tutta uguale. La plastica di una bottiglia è diversa dalla plastica di un dispositivo…
03/04/2025
03/04/2025La plastica non è tutta uguale. La plastica di una bottiglia è diversa dalla plastica di un dispositivo elettronico, che è ancora diversa dalla plastica utilizzata per alcuni capi di abbigliamento.
Sono addirittura 7 i tipi di plastica classificati, anche se a ben vedere sono anche di più: tra le plastiche non riciclabili, infatti, troviamo ben sette plastiche differenti.
Riconoscerle non è sempre facile, ma esserne consapevoli è già un passo in avanti. Vediamole.
I 7 tipi di plastica
Le varietà di plastica sono diverse: ufficialmente è stata operata una classificazione in 7 tipi di plastica, a seconda non solo della loro riciclabilità ma anche dei materiali di base, della loro pericolosità sia per l’uomo che per l’ambiente e delle loro caratteristiche tecniche.
Tale classificazione suddivide le plastiche adottando un unico simbolo (quello che vediamo spesso associato al riciclo, cioè questo: ♻️), accompagnato da una scritta che indica il tipo specifico di plastica.
Questi 7 tipi di plastica sono:
- PET (o PETE/PETP/PET-P), polietilene tereftalato
- HDPE, high-density polyethylene (polietilene ad alta densità)
- PVC, polivinilcloruro o cloruro di polivinile
- LDPE, low-density polyethylene (polietilene a bassa densità)
- PP, polipropilene o polipropene
- PS, polistirene o polistirolo
- Other (Altro)
PET, il polietilene tereftalato

Il PET è forse il tipo di plastica più conosciuto. Si tratta infatti della plastica utilizzata per realizzare le bottiglie d’acqua ma anche delle bevande in generale (bevande gassate, succhi di frutta, té, ecc).
Si tratta di una resina termoplastica della famiglia dei poliesteri. Dotato di elevata stabilità a temperatura ambiente, si presta bene all’uso alimentare: ecco perché è largamente utilizzato in questo ambito.
Il PET può essere riciclato. Il materiale, in seguito all’uso e alla raccolta differenziata, viene ridotto in polvere da appositi macchinari e convertito in altri prodotti. Dal 2021 è possibile anche utilizzare PET riciclato al 100%. È indicato con il simbolo ♻️ e il numero 1.
HDPE, il polietilene ad alta densità

Questo tipo di plastica è un polimero termoplastico ricavato dal petrolio. Realizzato per sopportare temperature anche molto elevate (circa 120 °C per brevi periodi o circa 110 °C a ciclo continuo), si presenta duro e opaco.
Viene utilizzato per realizzare cavi, tubazioni, ma anche contenitori per detersivi o carburante, mobili per esterni e interni e per i materiali pirotecnici. Il suo utilizzo è molto ampio e lo si trova quindi in numerosi ambiti.
Anche l’HDPE è riciclabile: il materiale viene raccolto, pulito, triturato e poi sottoposto a un processo di fusione. La plastica fusa viene poi convertita in pellet o altro per un secondo utilizzo. È indicato con il simbolo ♻️ e il numero 2.
PVC, il polivinilcloruro

Anche il PVC, come il PET, gode di una certa notorietà. Il PVC è il polimero del cloruro di vinile ed è una delle materie plastiche più utilizzate al mondo. La sua resistenza e rigidità lo rendono un materiale estremamente versatile, facile da miscelare ad altri prodotti per un utilizzo ancora più ampio.
Viene destinato perlopiù alla produzione di tubi e grondaie, cavi elettrici, infissi, ma anche contenitori non alimentari e – naturalmente – dischi in vinile.
Si tratta tuttavia di un materiale controverso, dal momento che il suo monomero, il cloruro di vinile (CVM) è altamente cancerogeno. È facilmente riciclabile, ma vista questa sua pericolosità, meglio evitarne l’utilizzo quando possibile. È indicato con il simbolo ♻️ e il numero 3.
LDPE, il polietilene a bassa densità

Il polietilene a bassa intensità è un polimero plastico ottenuto dal petrolio. È il fratello minore del HDPE, dal quale – come suggerisce il nome – differisce per densità.
Viene utilizzato per realizzare contenitori di vario tipo, bottiglie usa e getta, flaconi per detersivi, imballaggi, tubazioni e strumenti da laboratorio. È riciclabile ma in lenta dismissione, in quanto può essere facilmente sostituito con materiali naturali o bioplastiche compostabili. È indicato con il simbolo ♻️ e il numero 4.
PP, il polipropilene

Il polipropilene è un altro polimero termoplastico con una storia piuttosto recente (viene scoperto negli anni ‘50 del Novecento). Ha avuto ampio successo nell’industria della plastica, tanto da essere utilizzato per numerosi oggetti di uso comune: tappi, etichette, custodie dei CD, zerbini, stoviglie di plastica, scolapasta, ecc.
Pur essendo altamente riciclabile, rimane una delle principali fonti di microplastiche. È indicato con il simbolo ♻️ e il numero 5.
PS, il polistirolo

Il polistirolo (o polistirene) è un polimero termoplastico ricavato dallo stirene. Molto conosciuto specialmente per il suo utilizzo come materiale da imballaggi o nell’edilizia, è molto versatile e utilizzato.
Trova infatti utilizzo anche nel settore alimentare (posate e bicchieri di plastica), ma anche nell’industria manifatturiera e come materiale per la creazione di modelli.
Il polistirolo può e anzi deve essere riciclato: se disperso nell’ambiente, infatti, è particolarmente dannoso. È indicato con il simbolo ♻️ e il numero 6.
Other, plastiche non riciclabili

Se quelle viste finora erano tutte plastiche riciclabili, anche se non sempre ottimali né per l’ambiente né per l’uomo, la settima categoria comprende tutte le plastiche non riciclabili.
Tra questa abbiamo: nylon, ABS, policarbonato, resine epossidiche, bioplastica compostabile, poliuretano e acetato di cellulosa. Anche queste hanno largo uso, ma non potendo essere riciclate devono essere raccolte insieme ai rifiuti indifferenziati. Sono indicate con il simbolo ♻️ e il numero 7.
Conoscere le plastiche per una buona raccolta differenziata
Sapere che plastica abbiamo davanti ci permette di migliorare la nostra raccolta differenziata e contribuire al riciclo dei materiali plastici.
D’ora in poi, cerca di fare attenzione al simbolo della plastica e al numero indicato: ti sarà utile per capire quali prodotti scegliere e come riciclarli!